Grande Traversata Elbana (GTE): Trekking sull’Elba da costa a costa
La Grande Traversata Elbana (GTE) è il principale itinerario escursionistico che attraversa l’Isola d’Elba per intero, da un estremo all’altro. Si tratta di un percorso coast to coast spettacolare, lungo circa 50-60 km (varianti incluse) da percorrere in 3-4 tappe giornaliere. Il tracciato si snoda principalmente lungo la dorsale montuosa dell’isola, offrendo viste incredibili sul mare e sulle isole circostanti, ma richiede un buon allenamento: il grado di difficoltà è EE (Escursionisti Esperti), data la lunghezza e i dislivelli da affrontare. In media servono quattro giorni per completare l’intero trekking, ideale da affrontare in primavera o autunno, quando il clima è mite e la natura in fiore.
Panorama sull’Isola d’Elba durante la Grande Traversata Elbana. Il trekking regala viste a 360° sul mare, dalle coste della Toscana fino alla Corsica.
Descrizione del percorso GTE: lunghezza, difficoltà e attrazioni
La GTE percorre la spina dorsale dell’Elba da Cavo (estremità nord-orientale) fino a Pomonte o Patresi (costa occidentale). Il tracciato attraversa ambienti naturali molto vari: si parte dalla macchia mediterranea profumata della costa orientale, si passa per boschi di lecci e castagni nell’entroterra, fino alle rocce granitiche del massiccio del Monte Capanne a ovest. Lungo il cammino si aprono panorami spettacolari in continua evoluzione – dalla costa toscana e il Canale di Piombino, all’isola di Corsica all’orizzonte, alle isole dell’Arcipelago Toscano come Capraia, Pianosa e Montecristo. Questa varietà paesaggistica, unita alla ricchezza di biodiversità, rende la Grande Traversata Elbana un’esperienza unica per gli amanti della natura e del trekking.
Dal punto di vista tecnico, il percorso è ben segnalato da cartelli CAI e segnavia dedicati GTE. Non vi sono ferrate né passaggi alpinistici, ma i continui saliscendi accumulano circa 2700–3200 m di dislivello totale. È dunque un trekking impegnativo e va affrontato con attrezzatura adeguata e scorta d’acqua. In alcuni tratti ci si trova lontani dai centri abitati e con scarse fonti idriche (esiste solo una sorgente naturale lungo il percorso, Fonte agli Schiumoli, nella tappa centrale). Inoltre non esistono rifugi fissi o bivacchi lungo la GTE e il campeggio libero è vietato, perciò occorre pianificare con attenzione le soste per il pernottamento. (Nei prossimi paragrafi vedremo dove dormire durante la GTE e come organizzare al meglio le tappe.)
Periodo consigliato: data la lunghezza del percorso e la scarsa ombra su alcuni crinali, le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno. In estate le alte temperature possono rendere faticoso il cammino, mentre in inverno le giornate corte e possibili forti venti in quota sconsigliano l’attraversata. In primavera, invece, la macchia mediterranea esplode di colori e profumi (ginestre gialle, cisti rosa, lavanda selvatica, ecc.), accompagnando il trekker attraverso un vero giardino naturale sospeso tra cielo e mare.
Le tappe principali della Grande Traversata Elbana
Tradizionalmente la GTE viene suddivisa in 4 tappe principali, anche se i camminatori più allenati possono accorparle in 3 giorni. Ecco una panoramica delle tappe classiche, con le relative distanze e i punti di interesse per escursionisti e amanti della natura:
Tappa 1: Cavo – Porto Azzurro (≈18 km). Si parte dal lungomare di Cavo (il paese più a nord-est) e si sale subito sulla dorsale orientale. Dopo i primi facili sentieri costieri, il percorso affronta la salita a Monte Grosso (344 m), dove un tempo sorgeva una stazione di avvistamento militare. Dalla cima lo sguardo spazia a est su Cavo e sui tre isolotti del Canale di Piombino, fino alla costa italiana, e a ovest su tutto il litorale nord dell’Elba. Proseguendo tra sughere e lentischi, si toccano il Monte Strega e il Monte Capannello, da cui si possono ammirare contemporaneamente il versante orientale e occidentale dell’isola. Si raggiunge infine Cima del Monte (516 m), il punto più alto di questa tappa: dalla vetta il panorama abbraccia tutta l’Elba orientale, dominando in particolare l’antico Castello del Volterraio e la baia di Portoferraio. Una lunga discesa panoramica conduce quindi al borgo marinaro di Porto Azzurro, termine della prima giornata. Attrazioni: Mausoleo Tonietti (curiosa tomba in stile liberty immersa nel bosco), Eremo di Santa Caterina e orto botanico dei semplici (deviazioni di interesse storico-naturalistico).
Tappa 2: Porto Azzurro – Procchio (≈20 km). Lasciato Porto Azzurro, la GTE si inoltra nell’entroterra centrale dell’isola. Questa è la frazione più lunga ma con dislivelli moderati (altitudine max ~377 m), che si sviluppa tra boschi di leccio, pinete e macchia mediterranea lungo strade forestali scorrevoli. Si sale inizialmente verso Monte Orello (377 m), da cui si gode di scorci sul golfo di Portoferraio nonostante la vegetazione fitta. Il percorso prosegue tra vecchi terrazzamenti e macchie di rosmarino e ginestra, passando accanto all’unica fonte d’acqua potabile del trek (Fonte agli Schiumoli). Superato Colle Reciso (punto di cava di calcari), si percorrono sterrate ombreggiate che conservano resti di depositi bellici della Seconda Guerra Mondiale. Una breve deviazione conduce al suggestivo rudere del Mulino a Vento di Monte Castello, da cui si domina a nord il Golfo di Portoferraio e a sud il Golfo di Lacona e Capo Stella. L’ultimo tratto scende attraverso la macchia fino a Procchio, graziosa località balneare sulla costa nord, dove termina la seconda tappa. Attrazioni: Eremo di Santa Lucia (antico romitorio e chiesetta sul colle omonimo), ruderi del Mulino a Vento dell’800, possibilità di deviazione alla Villa di San Martino (residenza napoleonica) o ai sentieri panoramici di Monte Fonza.
Tappa 3: Procchio – Poggio (≈9 km). Sebbene breve in termini di chilometri, questa tappa è caratterizzata da una decisa salita verso la parte più elevata dell’isola. Da Procchio si imbocca un sentiero che risale il Monte Castello (226 m), dove nascosti tra la vegetazione si trovano i resti di una fortezza etrusca e postazioni militari della Seconda Guerra Mondiale. Si continua poi su carrarecce fino all’attacco della salita più impegnativa: in circa 50 minuti di ripida ascesa nel bosco si raggiungono gli oltre 600 m di altitudine al Monte Perone. Durante questa scalata il percorso coincide in parte col “Santuario delle Farfalle”, un sentiero dedicato alla ricca fauna di lepidotteri della zona. Raggiunta la crestina sommitale, il sentiero prosegue in pineta fino a località Malpasso – Passo delle Filicaie (833 m), uno snodo fondamentale: qui avviene la biforcazione tra il ramo nord e il ramo sud della GTE, ai piedi del massiccio granitico del Monte Capanne (la vetta dell’Elba, 1019 m). Da Malpasso, con una breve discesa fuori traccia, è anche possibile raggiungere il vicino rifugio forestale Baitino delle Filicaie (utile come punto di emergenza). Attrazioni: vedute ravvicinate del Monte Capanne e delle montagne occidentali, Santuario delle Farfalle (area protetta con pannelli didattici sulla flora/fauna locali).
Tappa 4: Poggio – Pomonte/Patresi (7–15 km). L’ultimo segmento della GTE si sdoppia in due varianti che conducono a due diversi punti di arrivo sulla costa occidentale:
- Il ramo GTE Nord piega a destra al bivio di Malpasso e resta in quota sotto le pendici settentrionali del Monte Capanne. È un tratto più lungo (≈15 km da Poggio, 8 ore di cammino) e selvaggio, che attraversa enormi accumuli di massi granitici dove occorre seguire i segnavia con attenzione. Superata questa sezione, il sentiero diventa più dolce e panoramico, con splendide viste sul borgo di Marciana, sulla verde costa nord dell’Elba e sulla terraferma toscana oltre il mare. Si affronta poi l’ultima salita fino a La Tavola (920 m), punto panoramico eccezionale, prima di iniziare la lunga discesa verso la località La Terra e infine Patresi (frazione di Marciana). Durante la discesa il panorama si apre anche verso sud, permettendo di scorgere in lontananza le isole di Pianosa e Montecristo nelle giornate limpide. Arrivo: Patresi, piccolo nucleo sulla costa nord-occidentale (località Punta Polveraia) dominato da un faro panoramico.
- Il ramo GTE Sud svolta a sinistra al bivio di Malpasso, seguendo la dorsale sud-occidentale dell’isola. È la variante più breve (≈7 km da Poggio, 3-4 ore di cammino) e porta direttamente al mare di Pomonte. Il sentiero discende il crinale che separa la valle di Pomonte da quella di Vallebuia/Seccheto, passando per il Colle della Grottaccia (647 m) e le cime di Monte Cenno (592 m) e Monte Orlano (546 m) prima di calare ripidamente verso la costa. Questo tratto, pur ripido, è estremamente suggestivo: si attraversano antichi terrazzamenti con muretti a secco, radure e vecchi caprili (recinti in pietra un tempo usati dai pastori) immersi nella macchia mediterranea. L’avvicinamento finale a Pomonte regala viste mozzafiato sul blu del mare aperto a sud-ovest e sulle scogliere della Costa del Sole. Arrivo: Pomonte, villaggio costiero ai piedi delle montagne, noto per la sua spiaggetta di sassi bianchi e il relitto dell’Elviscot poco al largo (meta di snorkeling).
Veduta dal massiccio del Monte Capanne (1019 m), la cima più alta dell’Elba, verso la costa settentrionale dell’isola. In basso si distingue Marciana Marina e, sullo sfondo, l’isola di Capraia e la linea dell’Appennino toscano sul continente.
Come si può intuire, la Grande Traversata Elbana consente di scoprire tutti i volti dell’Elba: dalle miniere di ferro e le pinete orientali alle alture granitiche occidentali, passando per borghi marinari, siti storici e aree naturali protette. Ogni tappa presenta peculiarità geologiche, flora e fauna differenti, rendendo il cammino sempre interessante per gli escursionisti e gli amanti della natura.
Dove dormire durante la GTE: tappe e pernottamenti
Vista l’assenza di rifugi di montagna lungo la GTE, è fondamentale organizzarsi scegliendo dove dormire durante la GTE in corrispondenza delle tappe. I centri consigliati per il pernottamento sono quelli di fine tappa: tipicamente Porto Azzurro dopo la prima giornata, Procchio (o alternativamente Marina di Campo) dopo la seconda, e Poggio/Marciana dopo la terza se si percorre in 4 giorni. In questi paesi sono disponibili hotel, B&B e altre strutture dove riposare e rifocillarsi. Molti trekker si chiedono anche se esistano alloggi o punti tappa intermedi lungo il percorso: in generale occorre deviare dal crinale e scendere nei paesi a valle. Ad esempio, lungo la tappa 2 un sentiero di raccordo permette di scendere a Marina di Campo (sul mare) per poi risalire la mattina successiva; similmente, dalla fine della tappa 3 a Poggio si può scendere a Marciana Marina. Queste deviazioni possono allungare un po’ il trekking ma offrono l’opportunità di godere dell’ospitalità locale e magari assaggiare la cucina elbana la sera.
Un aspetto positivo è che l’Elba, pur montuosa, è un territorio relativamente piccolo: con brevi trasferimenti in auto o bus si possono raggiungere diverse località. Questo consente, volendo, anche di scegliere un unico alloggio come base e spostarsi ogni giorno all’inizio/fine delle tappe (usufruendo dei mezzi pubblici o servizi taxi). In particolare, chi preferisce non cambiare hotel ogni notte può valutare di alloggiare in zona centrale (ad es. Marina di Campo o Marciana Marina) e organizzare transfer verso l’attacco delle tappe. Tuttavia, l’esperienza più comune e immersiva resta quella di seguire l’itinerario per più giorni e pernottare lungo il percorso, scoprendo ogni sera un angolo diverso dell’isola.
Hotel Anna a Fetovaia: alloggio ideale per trekker della GTE
La baia di Fetovaia al tramonto, sulla costa sud-occidentale dell’Elba. Dopo giorni di cammino sulla GTE, rilassarsi su questa spiaggia di sabbia dorata è un vero premio per l’escursionista.
Se percorrete la GTE sul ramo sud, l’ultima tappa termina a Pomonte, piccolo borgo sul mare. Qui nei dintorni potete godervi la cosiddetta Costa del Sole, celebre per le sue spiagge e tramonti spettacolari. A soli 4 km da Pomonte si trova la località di Fetovaia, raggiungibile in circa 1 ora di cammino tramite un panoramico sentiero costiero (sentiero CAI n.126, detto “delle essenze”). Proprio qui, affacciato sulla bellissima baia di Fetovaia, sorge l’Hotel Anna – una struttura a conduzione familiare immersa nel verde e a pochi passi dal mare. Grazie a questa posizione strategica, l’Hotel Anna rappresenta una scelta perfetta come hotel vicino alla Grande Traversata Elbana per chi conclude il trekking sul versante sud-occidentale.
Immaginate la scena: dopo aver completato l’ultima tappa della GTE, vi concedete una deviazione (o un breve transfer) fino a Fetovaia. Qui potrete finalmente tuffarvi nelle acque turchesi di una delle spiagge più belle dell’Elba e rilassare i muscoli affaticati. L’Hotel Anna vi accoglierà con la sua atmosfera ospitale e informale, ideale per i viaggiatori attivi. Le camere confortevoli e recentemente rinnovate offrono il meritato riposo al trekker, mentre il ristorante interno vi delizierà con piatti tipici e una ricca colazione – fondamentale prima di rimettersi in cammino. Non a caso, l’Hotel Anna è conosciuto come un vero hotel per escursionisti sull’Isola d’Elba, attrezzato per soddisfare le esigenze di chi viaggia a piedi. Ad esempio, su richiesta lo staff può organizzare transfer da/per i porti o altre località dell’isola, un servizio utile per chi deve raggiungere l’inizio del trekking o rientrare a fine percorso. Inoltre l’albergo dispone di wi-fi, lavanderia su richiesta e altri comfort apprezzati dai camminatori moderni.
Molti appassionati di trekking scelgono proprio Fetovaia come sosta lungo la Grande Traversata Elbana o come base per esplorare i sentieri occidentali. L’Hotel Anna, con la sua posizione privilegiata, si propone come alloggio per trekking all’Isola d’Elba, offrendo un connubio perfetto tra avventura e relax. Qui “Hotel Anna Fetovaia trekking” non è solo uno slogan: ogni giorno potrete partire a piedi dall’albergo per esplorare nuovi sentieri. Oltre al già citato percorso n.126 per Pomonte, dalla vicina Fetovaia partono itinerari come il Sentiero dei Pastori (che sale verso le Piane alla Sughera e la valle di Vallebuia) e la passeggiata a Punta Fetovaia, un breve trail panoramico sul promontorio che chiude la baia. Gli amanti delle escursioni troveranno pane per i loro denti: in zona si possono avvistare mufloni sulle colline al tramonto, visitare antiche cave di granito o raggiungere i villaggi montani di Marciana e Sant’Andrea attraverso percorsi trekking ben segnalati. In sintesi, l’Hotel Anna è un alloggio per camminatori e naturalisti, dove l’esperienza del cammino continua anche dopo aver posato lo zaino in camera.
Perché scegliere l’Hotel Anna Fetovaia durante la GTE?
- Vicinanza ai sentieri: la struttura si trova vicino ai sentieri dell’Isola d’Elba, in particolare a quelli del segmento finale della GTE. Ciò la rende un comodo punto di pernottamento lungo la GTE – potete concludere l’ultima tappa direttamente in hotel (deviando a Fetovaia) o arrivarci con un breve trasferimento da Pomonte. In ogni caso eviterete lunghi spostamenti a fine giornata, trovandovi già sul posto per riposare. Inoltre, il giorno seguente potrete facilmente riprendere il sentiero da dove l’avete lasciato.
- Servizi dedicati ai trekker: l’Hotel Anna conosce le esigenze degli escursionisti. Offre flessibilità negli orari (ad esempio possibilità di colazione anticipata), mappe e informazioni sui percorsi disponibili in reception, e all’occorrenza packed lunch da portare via. La presenza di un ristorante in loco vi permette di cenare comodamente senza dover uscire a cercare locali dopo una giornata di cammino. Potrete gustare i sapori elbani (pesce fresco, verdure di stagione, vini locali) ricaricando le energie. Un piccolo bar è a disposizione per uno spuntino pomeridiano o un aperitivo al tramonto, magari proprio con vista sulla baia di Fetovaia.
- Comfort e relax post-trekking: definire l’Hotel Anna un semplice “hotel per la Grande Traversata Elbana” è riduttivo – è molto di più. Dopo aver faticato sui sentieri, qui troverete un’oasi di pace: camere climatizzate, docce calde rigeneranti e letti comodi vi aiuteranno a recuperare le forze. La struttura è circondata da un giardino mediterraneo e sorge a soli 450 m dalla spiaggia (5 minuti a piedi). Questo significa che nel tardo pomeriggio, anziché restare isolati in un rifugio in quota, potrete andare in spiaggia a fare un bagno ristoratore nelle acque cristalline o semplicemente godervi il sole. Mare & Trek è un binomio vincente all’Elba: Fetovaia vi permette di unire il meglio dei due mondi in una sola vacanza. Chi lo desidera, può fermarsi qui anche un giorno extra per rilassarsi al mare prima di riprendere eventuali ulteriori trekking o il viaggio di rientro.
In conclusione, se state pianificando la traversata dell’Elba a piedi e vi domandate dove soggiornare per la GTE, considerate la zona di Fetovaia e in particolare l’Hotel Anna. Questa struttura offre tutto ciò di cui un escursionista ha bisogno: posizione strategica, atmosfera familiare, servizi pensati per chi ama camminare e un contesto paesaggistico impareggiabile. Scegliendo Hotel Anna Fetovaia GTE, trasformerete la vostra ultima tappa in un’esperienza ancora più piacevole, con la possibilità di concludere il trekking guardando il sole tramontare sul mare. Sarà il degno finale di un’avventura a piedi attraverso le meraviglie dell’Isola d’Elba. Buon cammino e buon riposo!